Mille curriculum inviati: ai musei, alle biblioteche, ai negozi di abbigliamento, agli studi medici, agli studi legali, alle palestre…
Contratti offerti di ogni tipo: a tempo determinato, di inserimento somministrazione di mano d’opera, apprendistato, part-time, lavoro ripartito, a domicilio, distacco o comando, intermittente, telelavoro, lavoro occasionale, contratto di appalto, contratto ENASARCO, libera professione con partita IVA, contratto di associazione in partecipazione, contratto di agenzia, a progetto. Di alcuni ignoravo l’esistenza.
Anche se mi ero promessa che mai più avrei messo piede in uno di quei maledettissimi call centers… beh ho ripetuto l’errore: perseverare diabolicum est!
Telemarketing e teleselling, due parole per confonderti, il cui significato è: importunare tutti con promozioni di ogni tipo, dai contratti telefonici agli inviti a finte visite mediche il tutto condito da personalità carismatiche in grado di prendere in giro tutti quei nominativi che ti passano sotto gli occhi su fogli di carta o nel caso di call center evoluti su fogli excel oppure su programmi ad hoc…per loro!
L’ultima avventura in una questi luoghi “sforna” posti di lavoro mi è capitata proprio lunedì…ebbene sì, dei mille curriculum inviati, solo quelli inviati ai call centers hanno esito positivo (ma come mai?!?)!
Tornando a lunedì: appuntamento alle 8,55 a.m. (orario particolare per appuntamento di lavoro, no?!?). Mi presento puntuale, nè un minuto più nè minuto meno. Suono al campanello dell’interno a cui corrisponde l’agenzia che mi ha contattata. Passano 15 secondi. Nessuno apre. Anche se non sono un postino risuono di nuovo. Niente. Risuono per la terza volta e finalmente alle 9,10 a.m. mi aprono o meglio mi apre un tizio (che per comodità chiamiamo Jiufugersediopz): camicia viola, capelli a spazzola sistemati uno ad uno con il gel, percing al naso, jeans strettissimi…ho pensato che fosse quello il motivo di tanta attesa (motivo 1).
Il nostro Jiufugersediopz si presenta come se niente fosse con un sorriso a 32 denti chiedendomi scusa per l’attesa. Mi sentivo buona e non ho replicato che con un’espressione del volto alquanto scocciata.
Nel mentre delle sue scuse con sorriso, sistemava la sua camicia viola nei pantaloni strettissimi (motivo 2: era al bagno).
Mi mostra la stanza adibita al call center: 5m x 4m, un buco per 20 persone.
Mi presento con tutti… piacere Caterina… piacere Valeria… piacere Caterina… piacere Giorgio e così di seguito… ma sei nuova? Che fai? Hai i soldi? (a questa domanda rimasi sbalordita).
Mi assegnano una postazione. Accanto a me si siede Jiufugersediopz e facciamo “formazione” tête-à-tête. Sono ipnotizzata dalle sue sopracciglia perfette e mi chiedo perché le mie non siano mai così?!?
Lui parla, parla, parla…ogni tanto qualche goccia di saliva esce dalla sua bocca e va a formare piccole bollicine trasparenti sui fogli di carta e sulla mia pelle… mi allontano.
Alle 11 decide di fare una pausa e mi invita ad andare a prendere un caffè con lui.
Prendiamo il caffè e parliamo bene di alcuni punti che non mi erano ben chiari riguardo la retribuzione… ringrazio e scappo via….




